Giuseppe Mirabella

mio blog, benvenuti :)
venerdì, 09 maggio 2008

Ubuntu 8.04, un Linux davvero per tutti

di Simone Brunozzi da Nòva www.ilsole24ore.it del 24 Aprile 2008

Da anni sentiamo parlare di Linux, un sistema operativo Open Source impiegato con successo nei Data Center di tutto il mondo, ma rimasto sinora appannaggio di una ristretta élite di "smanettoni": gli utenti comuni hanno continuato a preferire Microsoft Windows o Apple Mac OS X, ritenuti più semplici da usare, più ricchi di software e meglio supportati in assistenza. Il futuro potrebbe cambiare: Ubuntu 8.04 (la versione indica anno e mese di rilascio – aprile '08) è disponibile da oggi per il download gratuito dal sito ufficiale: www.ubuntu.com.

Ubuntu è una distribuzione (una "versione" di Linux con caratteristiche peculiari) basata sulla solida Linux Debian, apprezzata dai puristi per la sua sicurezza e stabilità; è divenuta la più diffusa al mondo, superando nomi "storici" come Red Hat, SuSE e Mandriva.
Ubuntu sta convincendo molti utenti "Desktop" a passare a Linux. Le ragioni? Prezzo azzerato, installazione semplificata, aggiornamenti regolari ogni sei mesi, codice open source, sistema stabile e sicuro.
Questo strano nome, Ubuntu, è una parola zulu che significa "umanità verso gli altri", che guida le scelte tecniche e le innovazioni, cercando di renderlo il più possibile un "Linux per esseri umani", una caratteristica di cui si sentiva molto la mancanza. Il logo, non a caso, rappresenta tre persone stilizzate che si abbracciano in cerchio.
La nuova Ubuntu 8.04, "Hardy Heron" (airone ardito), introduce grandi novità: un nuovo ambiente di lavoro pulito e performante (Gnome 2.22 e X.org 7.3), il browser Firefox in versione 3.0, un nuovo kernel, una migliorata gestione dell'audio, nuovi software per masterizzare, il supporto alla virtualizzazione (molto richiesto in ambiente Enterprise) e una migliorata "convivenza" in reti di computer Windows.
Fiore all'occhiello è Wubi, il quale, lanciato in ambiente Windows inserendo il cd di Ubuntu, aiuta a scegliere il tipo di installazione desiderata, utile per gli utenti diffidenti.
Questa nuova Ubuntu è il risultato di un costante miglioramento, divenuta ormai una validissima alternativa a sistemi più blasonati.
Alcune funzioni sono persino più semplici e dirette, garantendo aumenti di produttività e minori sprechi di tempo. Ubuntu 8.04 è una Long Term Support (LTS), una versione che verrà ufficialmente supportata da Canonical per tre anni nella versione Desktop, e per cinque anni nella versione Server. Esiste inoltre la variante "K" di Ubuntu, chiamata Kubuntu, caratterizzata da una differente interfaccia grafica, Kde 4.0, che si avvicina molto al "look-and-feel" dell'affascinante Mac OS X, con in più alcune innovazioni di rilievo.
Mark Shuttleworth, il fondatore di Canonical Ltd. e quindi di Ubuntu, ha fatto fortuna, negli anni del boom di internet, vendendo Thawte (certificati crittografici) nel 1999 per mezzo miliardo di dollari.
Nel 2002 è stato il secondo turista spaziale pagante e il primo africano di sempre, soggiornando per dieci giorni nella Stazione Spaziale Internazionale dopo oltre un anno di addestramento e corsi di lingua russa.
Tornato sul pianeta Terra, ha finanziato imprese supportando l'istruzione nel continente africano, tramite la sua Shuttleworth Foundation.
Oggi, a 34 anni, il giovane sudafricano è convinto che Ubuntu conquisterà il mercato, diffondendo libertà e indipendenza nel mondo del software. La grande community di migliaia di persone che si è stretta attorno a questo affascinante visionario si impegna ogni giorno per contribuire volontariamente al successo di Ubuntu, apportando migliorie tecniche, documentando e traducendo software, o installando Ubuntu nel pc degli amici.
È questo, infatti, il grande ostacolo che Shuttleworth dovrà affrontare: portare i pc con Ubuntu preinstallato negli scaffali dei negozi di tutto il mondo.
In attesa che i grandi distributori lo distribuiscano in Italia (alcuni vendor già lo fanno), è possibile scaricare il cd dal sito ufficiale, masterizzarlo e installare Ubuntu in trenta minuti. Per i meno convinti, è possibile "provare" Ubuntu avviando il cd (Live Cd), senza intaccare il contenuto del proprio hard disk.
Usare Ubuntu significa rieducare le proprie abitudini informatiche, ma il "salto" è tutt'altro che doloroso, e in pochissimo tempo si padroneggia l'intero sistema. Il software installato si gestisce con Synaptic in pochi click.
Moltissime aziende e pubbliche amministrazioni si sono accorte di questi vantaggi, e stanno migrando i propri sistemi verso Ubuntu per i costi di licenza ridotti a zero, una gestione tecnica spesso meno onerosa, e per non legarsi a un unico fornitore di software. Giganti informatici del calibro di Ibm e Sun investono ingenti cifre di denaro in Ubuntu, puntando sui servizi associati.
Con questa enorme facilità d'uso, un costo pari a zero e una diffusione sempre crescente di servizi e assistenza, Microsoft si ritrova un concorrente significativo, da tenere d'occhio.

postato da giuseppemira alle ore 09:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: web , open source


sabato, 05 aprile 2008

http://www.soniapresidente.net/

Sì, certo... Sonia presidente, perché, ci sono alternative?

http://it.youtube.com/watch?v=RyG8_yOKlic&feature=related
postato da giuseppemira alle ore 01:23 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, donne, web , sicilia, diritti, catania, libertĂ 


lunedì, 03 marzo 2008

Scatta la denuncia, Wikipedia interviene

Venerdì la bomba: il sindaco di Firenze si è scagliato contro l'enciclopedia per una bufala. Si parla di calunnia e diffamazione. Immediata la reazione della comunità. L'IP tradisce l'autore delle frasi incriminate

da punto-informatico.it del 3 marzo 2008

"Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e l'assessore Graziano Cioni hanno dato mandato di querelare per diffamazione e calunnia l'enciclopedia Wikipedia". Questi i titoli d'agenzia che nel weekend hanno scosso la rete italiana, notizie secondo cui una bufala apparsa sulle pagine di Wikipedia nella voce relativa a Domenici avrebbe spinto il sindaco del capoluogo toscano ad adire le vie legali.

In buona sostanza, alla voce relativa al sindaco veniva descritta nei dettagli una calunnia che, come hanno avuto modo di spiegare gli interessati, è già stata oggetto di un rinvio a giudizio e di una condanna. Si trattava, dunque, della reiterazione della descrizione di un fatto fasullo, all'apparenza costruito ad arte per danneggiare la reputazione e l'immagine di sindaco ed assessore. Bufale di questo tipo abbondano in rete, su forum e siti di ogni genere, a volte persino in video pubblicati online sui portali di video-sharing, e non sorprende dunque che possano apparire anche su Wikipedia. Come noto, infatti, l'enciclopedia collaborativa non effettua un controllo preventivo su quanto viene immesso: similmente a molti altri progetti collaborativi e portali di sharing dei contenuti, delega in modo trasparente alla comunità dei suoi contributori il lavoro di modifica e rimozione, o blocco temporaneo, delle voci controverse o di quei testi che possano essere considerati inesatti, inadatti o, appunto, calunniosi e diffamanti.

La notizia che il sindaco di una delle maggiori città italiane potesse davvero aver deciso di denunciare Wikipedia ha inevitabilmente colpito subito la comunità che si stringe attorno alla celebre enciclopedia, mentre la notizia finiva anche su Slashdot. Grazie alla pronta reazione dei supporter, in brevissimo tempo ci si è determinati a rimuovere tutti i contenuti potenzialmente offensivi.
Difficile dire se questo basterà ad evitare che gli esponenti politici presi di mira dalla bufala procedano con le proprie denunce, ma da fonti di Wikimedia Italia ancora sabato arrivava conferma che nessuna denuncia era stata ricevuta.

Va poi detto che, come da policy, Wikipedia può fornire l'IP di chi ha pubblicato quelle righe, IP che la magistratura competente potrà utilizzare per tentare di individuare l'autore di quei testi e portarlo così dinanzi alle sue responsabilità legali. Va da sé, dunque, che anziché di una "denuncia contro Wikipedia", si sarebbe fin da subito dovuto parlare di una querela contro ignoti, persone a cui potrebbe corrispondere quell'indirizzo IP. Difficile ritenere che i delegati del sindaco e dell'assessore possano a questo punto rivolgere la propria attenzione contro l'enciclopedia.

Tanto più che nel caso specifico è assai probabile che si possa risalire all'autore piuttosto facilmente. Come osservano gli stessi utenti di Wikipedia, apparentemente chi ha pubblicato quelle frasi calunniose lo ha fatto "poche settimane fa dalla Biblioteca di documentazione pedagogica di Via Buonarroti a Firenze (...) Se, come è previsto dalle norme al riguardo, la biblioteca chiede l'identità agli internauti... bene, come sta scritto nella casella di modifica, La responsabilità civile e penale su quanto stai per inviare resterà inderogabilmente di chi le ha inserite. Nel caso invece in cui non sia richiesto un documento per usare i terminali della biblioteca, credo che la responsabilità sia della biblioteca, che se non sbaglio è gestita dallo stesso comune di Firenze..."

Non è certo la prima volta che Wikipedia in Italia deve vedersela con accuse di diffamazione ma questa volta molti si sono chiesti, anche tra coloro che supportano e contribuiscono allo sviluppo dell'enciclopedia, quanto avesse influito sulla probabile denuncia la scarsa conoscenza del mezzo, Wikipedia appunto, e quanto invece si possa fare contro certi contributi controversi, o addirittura calunniose bufale, talvolta pubblicati e non sempre rimossi immediatamente dalla comunità. Un dibattito rilanciato oggi ma che corre in realtà parallelo da anni allo sviluppo di Wikipedia e che non sembra certo destinato ad esaurirsi con i fatti di queste ore andando a toccare da vicino il senso stesso di una pubblicazione come quella dell'enciclopedia collaborativa, una delle più singolari e partecipate esperienze culturali in Internet.

postato da giuseppemira alle ore 12:23 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, web , diritti, libertĂ